Nato e formatosi in Germania, Schaller ha ereditato dalla scuola tedesca un approccio tassonomico e seriale alla fotografia, condividendo con maestri come August Sander e i coniugi Becher una rigorosa metodologia di catalogazione visiva. Tuttavia, la sua lunga frequentazione dell’Italia – e in particolare di Venezia – gli ha permesso di assorbire un’estetica più narrativa e sensibile alle qualità atmosferiche dello spazio.